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“Parmi un assurdo, che le leggi, che sono l'espressione della pubblica volontà, che detestano e puniscono l'omicidio, ne commettano uno esse medesime, e, per allontanare i cittadini dall'assassinio, ne ordinino uno pubblico”

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.Possono bruciare i nostri corpi, non possono distruggere le nostre idee esse rimangono per i giovani del futuro, per i giovani come te ricorda figlio mio la felicità dei giochi non tenerla tutta per te cerca di comprendere con umiltà il prossimo, aiuta il debole aiuta quelli che piangono aiuta il perseguitato, l'oppresso loro sono i tuoi migliori amici. NICOLA SACCO



Italian Blogs for Darfur 

“Secondo te l'Africa è molto lontana?", chiede un bambino a un amico. "No, non molto" risponde l'altro. "Ma sei sicuro?" "Certo. Io ho un compagno di classe africano: ha detto che viene dalla Costa d’Avorio e tutte le mattine arriva a scuola in bicicletta!”


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9 aprile 2010

Sudan: nuova catastrofe umanitaria

Un milione di persone rischiano di morire di fame.
Gli inviati Onu chiedono fondi per i prossimi mesi.


Gli inviati delle Nazioni Unite in Sudan hanno lanciato un allarme per l'urgente necessità di ottenere nuovi fondi atti a scongiurare una catastrofe umanitaria in seguito ai cattivi raccolti dovuti ad una severa siccità che ha copito il Paese africano.

Secondo le stime Onu, circa un milione di persone potrebbero rischiare di morire di fame se non siprovvede a fornire aiuti alimentari nei prossimi tre mesi. In alcune aree del Sudan, come spiegano i funzionari delle Nazioni Unite, i pozzi sono a secco e le persone hanno iniziato a spostarsi in cerca di cibo. E' da alcune settimane che gli inviati internazionali nel Paese mettono in guardia dal rischio siccità, ma ora le conseguenze, ammettono, sono piu' gravi di quelle previste. Per sanare la situazione, dicono, è necessario un fondo extra di 40milioni di dollari in aiuti alimentari e di 7 milioni in acqua, sanità ed educazione per i bambini, oltre ai 194 milioni di dollari per pagare i beni.

da Italian Blogs for Darfur




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7 marzo 2010

Per non dimenticare il Darfur!

Altre 7000 persone in fuga

 

 

da ITALIAN BLOGS FOR DARFUR

Il comando della missione di pace in Darfur delle Nazioni Unite, UNAMID, ha fatto sapere ieri che oltre settemila sfollati fuggono dal Jebel Marra, a causa degli scontri tra i soldati sudanesi e i ribelli di Abdel Wahid.

A un anno dal mandato di arresto per il Presidente sudanese Al-Bashir per crimini di guerra e contro l'umanità, e a poco più di un mese dalle prime elezioni presidenziali del Paese, che vedrà il Darfur uscire in ogni caso perdente vista l'impossibilità per milioni di cittadini di esercitare il diritto al voto, la guerra, la fame, le malattie non conoscono tregua. Via dai villaggi di Nierteti, Golo, Tour, via da Timu, Bomboge, Sara Woumly, Allu, Tire, Diberna, Deribat: 7000 persone, il cui nome e la cui storia si perdono nella lotteria melanconica dell'ufficio stampa delle Nazioni Unite.




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17 dicembre 2009

Da ITALIANS FOR DARFUR riceviamo

SUDAN SOSPENDA ESECUZIONE 6 BAMBINI
Raccolte 2500 firme, metti anche la tua!

Domani concerto di beneficenza al Teatro Albertino a Roma

 

Un appello per chiedere la sospensione definitiva delle condanna a morte di sei bambini di etnia Fur accusati di far parte del Justice and Equality Movement, uno dei movimenti ribelli piu' importanti del Darfur, e' stato lanciato dalla ong Italians for Darfur. Come appreso dal Sudan Tribune lo scorso novembre - si legge in una nota - la sentenza non e' ancora esecutiva, per questo chiediamo che essa venga ufficialmente cancellata. Anche Articolo 21 e altre associazioni hanno raccolto e rilanciato l'iniziativa promossa da Italians for Darfur che continua a denunciare la violazione dei diritti umani in Sudan.I sei minori, di eta' compresa tra gli 11 e i 16 anni, sono accusati con altri 150 guerriglieri di aver partecipato all'attacco del 2008 nella capitale sudanese che causo' oltre 300 vittime. Il tribunale di Khartoum ha emesso finora oltre 100 condanne a morte, molte delle quali gia' eseguite. Con questo appello - si legge ancora nella nota - chiediamo al governo sudanese di sospendere la sentenza ma anche di approfondire le responsabilita' del coinvolgimento di questi bambini in azioni di guerra. Va accertato se il Jem, come purtroppo al momento possiamo solo supporre, abbia impiegato bambini soldato nell'attacco a Khartoum e se continui ad arruolare minorenni sottraendoli con la forza alle loro famiglie, negandogli cosi' di vivere l'infanzia e l'adolescenza che sono ad essi dovute. La petizione di Italians for Darfur ha gia' raccolto 2500 firme, mentre domani sera si terra' un concerto di beneficenza al Teatro Albertino a Roma per sostenere la campagna dell'associazione al quale hanno aderito Luigi Montagna, Pino Tossici, Claudio Crescentini, Echos, The Bulldogs.




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28 novembre 2009

ROMA, 16 DICEMBRE: CONCERTO

"Darfur...urgente

                       A chi deve ascoltare,

per chi non può sentire"                  

 
Mercoledì 16 dicembre 2009 ore 21:00
al Teatro Albertino
via Crivellucci 3/a Roma

 

Organizza: Artisti Socialmente Utili – Circolo ACLI Municipio I Roma

L’incasso sarà devoluto a Italians For Darfur.

Il conflitto in Darfur, nell'arco di sei anni, ha provocato non meno di 300.000 morti, e ha costretto almeno due milioni di persone alla fuga, sia all'interno del Sudan, sia nei campi profughi in Ciad. Lo scopo del concerto è quello di portare in evidenza il grave problema che affligge le popolazioni di quei luoghi e tutte le iniziative che l'associazione "Italians For Darfur" sta portando avanti in questi anni, assicurando una corretta e completa informazione, facendo in modo che le istituzioni si mobilitino per trovare una soluzione al conflitto in corso.
 
 
 
 
Hanno aderito e parteciperanno al concerto:
Luigi Montagna, Pino Tossici, Claudio Crescentini, Echos, Frankie's Jazz Trio, The Bulldogs.

 
Visto l'importanza dell'evento ed i posti limitati, è consigliabile prenotare via e-mail o acquistare in prevendita il biglietto presso il teatro dal 9/12 al 13/12 dalle ore 19:00. Il prezzo del biglietto è di €10.

 




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15 agosto 2008

non dimentichiamo il Darfur

 

mercoledì, agosto 13, 2008

200 mezzi corazzati sudanesi contro i ribelli nel Nord Darfur

Per i ribelli del Darfur, che da anni chiedono che il Darfur venga equamente rappresentato nel Governo e nei provvedimenti di politica economica e sociale del Sudan, è una nuova dichiarazione di guerra. Oltre 200 mezzi corazzati si starebbero muovendo attraverso il Nord Darfur, dopo aver attaccato e conquistato l'area di Wadi Atron, giovedì scorso, una delle roccaforti ribelli del Sudan Liberation Movement. La massiccia operazione militare è solo l'ultimo di molti altri segnali che stanno a indicare una nuova escalation del conflitto: due giorni fa le Nazioni Unite hanno fatto sapere che un elicottero dell'UNAMID era stato fatto bersaglio di colpi di arma da fuoco, presso El Geneina.

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12 febbraio 2008

dal Sudan sempre brutte notizie

Ciad - 11.2.2008
Ciad e Sudan, venti di guerra


Nuovi raid aerei in Darfur, mentre i ribelli ciadiani conquistano Am Timan
 
In fuga lungo il Sahara, con la prospettiva di sfuggire dalle bombe per finire in mano ai miliziani: non bastasse la crisi ciadiana scoppiata la settimana scorsa, venerdì sono ripresi anche gli scontri nel Darfur, la regione sudanese al confine con il Ciad. Secondo quanto riferito dalle agenzie umanitarie, almeno 12.000 persone sarebbero in fuga da tre città, bombardate dall'aviazione sudanese. Intanto, nel vicino Ciad, i ribelli si ritirano dalla capitale N'Djamena e si muovono verso sud, conquistando la città di Am Timan.

Ribelli darfuriniSe la guerra in Ciad è entrata in una fase di stallo, in Darfur lo scenario si è aggravato dopo una settimana di relativa calma: migliaia di civili sono fuggiti dalle città di Sirba, Sileia e Abu Suruj, bombardate dall'aviazione sudanese secondo quanto riferito dagli stessi sfollati. Alcuni villaggi della zona sarebbero anche stati attaccati dalle milizie Janjaweed, che combattono i gruppi ribelli darfurini opposti al governo centrale di Khartoum. Il governo sudanese ha...(continua)

www.peacereporter.net/dettaglio_articolo.php?idc=&idart=10088


29 gennaio 2008

da italian blog for Darfur riceviamo...

Cari amici,

Il 27 gennaio è la Giornata della Memoria, un monito pesante alle vecchie e nuove generazioni affinché non si ripeta il fallimento dell' umanità negli anni bui del secolo scorso.

Continuiamo a ripetere "Mai più", come fosse ormai uno slogan pubblicitario, un'icona del nostro tempo, la marca di un vestito alla moda. Proprio come un abito da sera, lo indossiamo solo per le grandi occasioni. Così, il giorno dopo, il "Mai più" pronunciato senza pudore suona invece come una condanna per gli oltre due milioni di sfollati e i 200.000 profughi del Darfur, vittime di un genocidio che la comunità internazionale stenta a riconoscere. Ma anche Somalia, Zimbabwe, Congo, Cecenia, Vietnam, Tibet, Cambogia, Filippine, Iran: un mare di dolore e silenzio in cui smarrirsi, ma nel quale navigano intrepidi eroi della solidarietà, laici e religiosi.

Abbiamo già denunciato, in un recente rapporto, come il contingente UNAMID (26.000 uomini, che si sarebbero dovuti dispiegare in Darfur entro la fine di dicembre secondo quanto stabilito dalla risoluzione 1769 delle Nazioni Unite) sia ben lontano dall'essere operativo. Ad oggi solo 2000 caschi blu si sono uniti ai 7000 dell'Unione Africana, già presenti nel territorio, senza armi e mezzi di trasporto. Ora sta per partire una missione europea, 3700 uomini, provenienti per lo più dalla Francia, storicamente legata al destino dei due Paesi, ma anche da Olanda, Polonia, Svezia, Austria, Belgio e Irlanda, che saranno impiegati lungo il confine con il Ciad e la Rep. Centrafricana, sotto la guida di Parigi che fornirà anche 10 elicotteri. L'Italia parteciperà con un centinaio di uomini del personale militare medico e delle trasmissioni e attraverso la quota di finanziamento richiesto dall' Unione Europea per coprire i costi previsti della missione, pari a 99.200.000 euro, per una durata di almeno 12 mesi: in questo periodo dovrà garantire protezione e sicurezza ai profughi del Darfur.

A febbraio ricorre l'anniversario dell'inizio del conflitto, dal quale sono già passati cinque lunghi anni: Italians for Darfur e Art. 21 organizzano, a Roma, un evento in memoria del tragico inizio del conflitto. L'azione di Italians for Darfur continua anche a livello locale, per proporre la deliberazione per il Darfur: qui il testo approvato, che vi invitiamo a portare all'attenzione dei vostri consiglieri comunali.   

Dal blog:

Nulla cambia in Darfur

Il 2008 doveva essere l’anno della speranza per il Darfur. E invece, pochi giorni fa, un convoglio della forza di pace UNAMID è stato attaccato dall’esercito sudanese. Immediata la protesta del segretario generale delle Nazioni unite Ban Ki Moon, arrogante e irricevibile la risposta del Ministro della difesa del Sudan il quale ha affermato che a sbagliare erano stati i peacekeepers che non avevano comunicato il loro tragitto. E se il buongiorno si vede dal mattino…

Il 31 dicembre è stato ufficialmente insediato il comando della nuova missione Onu nella martoriata regione sudanese.
Ma dei 26mila uomini previsti per il dispiegamento della forza di pace, al momento ne sono arrivati ad Al Fasher, cuore dell’insediamento militare, circa duemila - per lo più cinesi - i quali si sono affiancati ai settemila caschi verdi dell’Unione africana che dal 2004 avrebbero dovuto assicurare, almeno sulla carta, il ‘controllo’ dell’area in conflitto. Cosa che in quattro anni non sono riusciti a garantire.
I massacri sono continuati, attualmente si stimano tra i 300 e i 400 mila morti e oltre 2 milioni e mezzo di rifugiati.
Insomma, il contingente annunciato e autorizzato dalla risoluzione approvata all'unanimità dal Palazzo di Vetro lo scorso agosto, è rappresentato da una parodia, una farsa mediatica che ha visto i caschi verdi dell’Ua indossare quelli blu dell’Onu… azione tra l’altro contestata dall’ambasciatore sudanese il quale ha annunciato che “Karthoum eccepisce sulle uniformi dei soldati”.
Ma sono ben altre e ben più gravi le contestazioni dei vertici di Khartoum, che continuano a mettere in atto un ostruzionismo nemmeno più tanto subdolo, ma più che palese. Dopo avere vietato i voli notturni e limitato quelli dei C130 dell’Onu, hanno annunciato che non accetteranno la presenza di truppe non africane, no a svedesi, nepalesi e tailandesi.
E, se non bastasse, mancano ventiquattro elicotteri indispensabili per la perlustrazione dell’area in conflitto, grande quattro volte la Francia.. [...]

Lo stupro come arma: il Darfur è anche questo.

Dal 2003, inizio del conflitto in Darfur, migliaia di donne e bambine sopra gli otto anni sono state stuprate e ridotte a schiave sessuali dai miliziani janjaweed. Gli attacchi avvengono spesso mentre le donne si allontanano dai campi profughi, per le normali attività di ogni giorno, e gli stupratori sono quasi sempre in gruppo. Di ritorno al campo, le donne vengono rinnegate dalle loro stesse famiglie.
Lo scopo dei janjaweed, con la complicità delle forze regolari sudanesi, è infatti umiliare, punire, controllare, e terrorizzare la comunità da cui provengono. Lo stupro diventa così un'arma e porta, oltre al trauma in sè, le mutilazioni genitali, le ferite, l'alto rischio di contrarre e diffondere l'AIDS e altre malattie sessuali.
Refugees International ha ora rilasciato "Laws Without Justice", un dossier sull'accesso ai servizi legali delle vittime di stupro in Sudan: ne emerge un quadro dalle tinte fosche, in cui le donne sono vittime due volte.
Un chiaro esempio è il rischio, per la donna che denuncia le violenze ma che non riesca a provarle, di essere accusata di "zina", adulterio: la pena è morte per lapidazione per le donne sposate o centinaia di frustate per chi non lo sia.
Anche il ricorso alle cure mediche fornite dalla ONG presenti in Darfur risulta difficile e rischioso. Le ONG sottostanno alle rigide regole del Governo per continuare a operare nel terriorio, nonostante intimidazioni e attacchi, e perdono così molta della fiducia delle vittime, costrette spesso a compilare un modulo di denuncia che le espone ai rischi della giustizia sudanese[...].

 

La Cina non accetta le accuse sul Darfur

 
 

 

"La comunità internazionale sa molto bene che la Cina ha svolto un ruolo positivo e costruttivo, e legare il Darfur alle Olimpiadi e' un tentativo di politicizzare i Giochi che viola lo spirito olimpico''. Queste sono le dichiarazioni del portavoce del ministero degli esteri, Jiang Yu ion merito alle minacce di organizzazioni di tutto il mondo di boicottare i giochi di Pechino.
La Cina è il maggiore partner economico del Sudan,e ben poco ha fatto per evitare che la situazione in Darfur si aggravi.E' anche il primo fornitore di armi al Sudan,e secondo il rapporto della Save Darfur coalition, tradotto da Italians for Darfur, ci sono grosse possibilità che queste armi siano state utilizzate dal governo di Khartoum e dai Janjaweed nel conflitto tra nord e sud Sudan e nella guerra in Darfur.

I rifugiati incontrano i senatori.

 

Roma, mercoledì 16 gennaio 2008. Yusif Ishag Yahia e Suliman Ahmed Hamed, in qualità di rappresentanti dei rifugiati del Darfur in Italia, hanno incontrato i senatori Francesco Martone e Enrico Pianetta, membri della costituenda Commissione del Senato per i diritti umani.
I senatori, in una giornata resa convulsa dalle dimissioni presentate dal ministro della Giustizia Clemente Mastella, hanno comunque trovato modo di incontrare la delegazione, informando i convenuti sull'iter relativo alla Commissione stessa e proponendo una serie di azioni che mantengano alto il livello di attenzione nei confronti della situazione in Darfur.
L'incontro, promosso da Italians For Darfur, dovrebbe portare a breve ad altri passi importanti nelle sedi istituzionali.

Gruppi ribelli si uniscono,ma la situazione in Darfur si aggrava

I gruppi ribelli che da alcuni mesi stanno trattando a Juba,nel sud Sudan,hanno raggiunto un punto di incontro.Si chiamerà United Resistance Front (Urf),la coalizione delle cinque tra le principali fazioni che da oltre quattro anni sono in guerra con il governo centrale di Khartoum.
Lo ha detto all'agenzia Misna George Ola-Davies, il portavoce degli inviati di Unione Africana (Ua) e Onu.L'auspicio di Ola-Davies,che è anche il nostro,è quello che si possa raggiungere una posizione unitaria,coinvolgendo anche il Jem,che nelle ultime settimane ha intensificato gli attacchi contro l'esercito regolare, in vista di aprire un tavolo di trattative con il governo simile a quello tenutosi nel 2005 in Tanzania con in agenda punti importantissimi come: condivisione del potere, assistenza sanitaria, sicurezza, assistenza umanitaria, questione della proprietà della terra
 [...].

Gaetano D'Amico "blogga per il Darfur".

Gaetano D'Amico è un doppiatore e attore italiano. Lavora in teatro e dal 2000 inizia a lavorare anche per la televisione, entrando a far parte del cast di fiction TV come Vivere, dove interpreta il commissario Mariotti. Ha recitato inoltre in CentoVetrine, Sottocasa e Carabinieri.
Da oggi, Gaetano D'Amico presta il suo volto anche alla campagna "Io bloggo per il Darfur" di Italian Blogs for Darfur, grazie agli scatti di Alessandro Branca. Guarda la nostra galleria fotografica e inviaci la tua foto.

Un caro saluto.

 http://itablogs4darfur.blogspot.com/

 


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4 gennaio 2008

emergenza darfur

 
Darfur  27 dicembre 2007

La denuncia dell'Onu: sempre piu' bambini
 muoiono di fame nel Darfur

Il rapporto Onu sul sito del New York Times

Il rapporto Onu sul sito del New York Times

Nella regione sudanese del Darfur sempre più bambini muoiono di fame. Sebbene l'area benefici della più vasta operazione di assistenza umanitaria del mondo. Stando a un nuovo rapporto Onu, citato oggi dal New York Times, il 16,1% dei bambini coinvolti nel conflitto in atto nella regione dal febbraio 2003 sono affetti da grave malnutrizione, contro il 12,9% registrato lo scorso anno.

In Darfur sono presenti oltre 13mila operatori umanitari, al servizio di 13 agenzie Onu e circa 80 organizzazioni non governative, per un spesa annuale di circa un miliardo di dollari. Tuttavia, il loro intervento è ostacolato dal peggioramento delle condizioni di sicurezza e dall'arrivo di nuove ondate di sfollati, determinato dagli scontri tra tribù. Fonti Onu precisano che nel corso del 2007 è aumentato il numero delle zone interdette agli operatori, a causa del rischio di attacchi ai convogli umanitari.

Il nuovo rapporto Onu si basa sulle informazioni raccolte nei mesi di agosto e settembre tra le migliaia di darfuriani colpiti dal conflitto, inclusi quelli costretti a vivere nei campi sfollati: circa 2,2 milioni di persone. Lo studio denuncia "pratiche nutrizionali carenti per neonati e bambini" e un "complessivo peggioramento delle condizioni di sicurezza alimentare". Il tasso di malnutrizione è molto alto soprattutto tra i bambini tra i 6 e i 29 mesi di vita e nello stato del Darfur del Nord, scarsamente popolato e molto arido. Più confortanti i dati sull'accesso all'acqua e uso di latrine, dove si registrano miglioramenti rispetto agli anni scorsi.
fonte:http://www.rainews24.rai.it/notizia.asp?newsID=77106


18 novembre 2007

DARFUR IL GENOCIDIO INFINITO....


i giornali e telegiornali hanno dedicato nell'ultimo anno
mediamente un ora al problema del Darfur,
cerchiamo di far sapere cosa stà succedendo,
aderite alla raccolta firme di 
ITALIAN BLOGS FOR DARFUR 
http://www.savetherabbit.net/scrividarfur.htm

E SE POTETE FATE UN COLLEGAMENTO AI VOSTRI BLOG



andata e ritorno dall'inferno del Darfur
p://it.youtube.com/watch?v=v_bQc5ZPFyw&feature=related




  

ANCHE DA GOOGLE EARTH SI POSSONO VEDERE GLI
INCENDI E LE DEVASTAZIONI IN CORSO

 


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17 novembre 2007

DARFUR


un filmato molto toccante del Darfur, 
dimenticato dai "nostri" TIGGGì...
SOS DARFUR
  
http://it.youtube.com/watch?v=9N1fBPmlQ7I

la canzone dei Mattafix
e una lettera/appello per le nazioni unite
da firmare
Living Darfur
 
http://www.livingdarfur.com/

un altreo filmato da 10 minuti
 tradotto in italiano
Sotto i nostri occhi
http://it.youtube.com/watch?v=v9OPE7Ts4KI

http://www.savetherabbit.net/darfur/


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11 novembre 2007

DARFUR...sempre brutte notizie.

 

Ottobre 2007: ancora nuove violenze in Darfur

Cari amici,Non si arresta l'ondata di violenza che ha travolto la città di Muhajiriya, nel Sud Darfur, l'8 ottobre scorso: gli osservatori internazionali stanno indagando sul massacro che le forze regolari sudanesi avrebbero compiuto nella regione. Il NYT riporta le testimonianze di molti cittadini che accusano l'esercito di aver puntato le armi sui civili: "due colonne di soldati ……..

"Io bloggo per il Darfur": il volto e..
il blog di chi ha a cuore il Darfur

Italian Blogs for Darfur, campagna on-line del movimento italiano per i diritti umani in Darfur, dopo il successo di "Una vignetta per il Darfur - diamo colore all'informazione", ha chiesto anche ai fotografi on-line di dedicare una loro creazione al Darfur, interpretando il motto dei bloggers di Italian Blogs for Darfur: "Io bloggo per il Darfur". Gli scrittori……..

Campagna di disinvestimento: appello alla UBS perchè non sostenga PetroChina in Sudan.

Italians for Darfur ha aderito alla campagna promossa dalla Save Darfur Coalition contro la decisione di una delle più grandi società a livello internazionale di servizi finanziari, UBS, con sede a Basilea (Svizzera), di supportare la vendita di azioni della PetroChina, società della China National Petroleum Corp

Informazione: Nairobi chiama, Roma.. non sente.

Solo un'ora. Tanto valgono i 300.000 morti del Darfur: nei telegiornali italiani, nel 2006, è stata dedicata poco più di un'ora al conflitto in Darfur, regione del Sudan dove si consumano efferati crimini contro l'umanità e dove lo stupro è usato come terribile arma da guerra

Sudan's Daily Voices: la blogosfera sudanese ci premia.

[...] Sudan's DailyVoices fornisce la classifica dei primi 15 blog che giorno per giorno registrano il maggior grado di attenzione riscosso dalla comunità dei bloggers sudanesi. Il solo esserci, in questa classifica decisa dalla blogosfera sudanese

Nuove violenze in Darfur: uccise cinquanta persone.

Una nuova azione militare del governo sudanese ha causato la morte di circa cinquanta persone, per lo più civili ma anche esponenti del gruppo del Slm che nel 2006 firmò l'accordo di pace con il governo di Khartoum ad Abuja, in Nigeria

Roma, 16 ottobre: IB4D al Premio Italia diritti umani 2007.

Il 16 ottobre Italians for Darfur ha partecipato al Premio Italia Diritti Umani, nato dall’esigenza da parte delle associazioni coinvolte di voler dare un giusto riconoscimento a coloro che, per la loro attività, si sono distinti nel campo dei diritti umani

Firma la petizione per dare più informazioni sulle principali tv a riguardo del genocidio in corso nel Darfur

http://www.savetherabbit.net/scrividarfur.htm

visita l’Italian Blogs For Darfur

http://www.italianblogsfordarfur.it/default.php


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19 settembre 2007

ma il genocidio del darfur?

 
un appello per il darfur


http://www.savetherabbit.net/darfur/
http://www.savetherabbit.net/scrividarfur.htm 


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