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LINEA ELETTRICA - MUHURA, RWANDA
 


distributori di acqua gratis al campino durante la festa


" Fare di ogni erba un fascio è un errore banale, dire che un fascio è un fascio è un dovere morale"

Troviamo i bambini


LA COSA PEGGIORE NON è LA VIOLENZA DEGLI UOMINI MALVAGI, MA IL SILENZIO DEGLI UOMINI ONESTI...
Martin Luther King



    non voglio dimostrare niente, voglio mostrare - Federico Fellini
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“Parmi un assurdo, che le leggi, che sono l'espressione della pubblica volontà, che detestano e puniscono l'omicidio, ne commettano uno esse medesime, e, per allontanare i cittadini dall'assassinio, ne ordinino uno pubblico”

Cesare Beccaria



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.Possono bruciare i nostri corpi, non possono distruggere le nostre idee esse rimangono per i giovani del futuro, per i giovani come te ricorda figlio mio la felicità dei giochi non tenerla tutta per te cerca di comprendere con umiltà il prossimo, aiuta il debole aiuta quelli che piangono aiuta il perseguitato, l'oppresso loro sono i tuoi migliori amici. NICOLA SACCO



Italian Blogs for Darfur 

“Secondo te l'Africa è molto lontana?", chiede un bambino a un amico. "No, non molto" risponde l'altro. "Ma sei sicuro?" "Certo. Io ho un compagno di classe africano: ha detto che viene dalla Costa d’Avorio e tutte le mattine arriva a scuola in bicicletta!”


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video denuncia della situazione carceraria Boliviana, progetto Qalauma "Giovani trasgressori"
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 appello per Dante De Angelis 

Sign for Campagna di Solidarietà a Dante De Angelis.




19 febbraio 2010

Acqua, gran soddisfazione!!!

Finalmente riceviamo notizie da Omar, il nostro "inviato" in Rwanda:

"Ciao a tutti,

oggi abbiamo pompato l'acqua del cantiere a cui stavo lavorando in questi ultimi mesi,

vederla arrivare a destinazione dopo una condotta di circa 6km su e giu per le colline fino a riempire la cisterna principale è stata una grandissima soddisfazione,

vedere poi che assieme a mè ad attenderla c'erano un sacco di bimbi e mamme con le taniche è stata una grandissima emozione,

facevo il duro ma mi son dovuto allontanare un pochetto per evitare che gli occhi mi lacrimassero... essi!

Forse non sono poi tanto duro o forse vedere delle persone festose perchè da una fontana sgorga dell'acqua (che in Italia è ormai un bene privato)

è una cosa talmente semplice e normale che mi fa diventare "normale" e di conseguenza mi fa reagire "normalmente"!!!
Le foto mi immortalano mentre riempio la prima tanica del progetto e poi la fila formatasi ad attendere il propio turno a fare il pieno.

Ciao Omar"

 




permalink | inviato da c'entra la solidarieta' il 19/2/2010 alle 22:3 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa


18 giugno 2009

Rwanda, nuovi progetti

Ecco cosa stà facendo Omar in Rwanda nell'attesa dell'assegnazione degli appalti per la fornitura dei materiali per la linea elettrica di Mhura.


                        

ééééé se la passa bene il ragazzo!!!!

Scherzi a parte, nel frattempo oltre a spassarsela sta costruendo dighe, dissabbiatori e tutto quello che ne deriva per avere un utilizzo redditizzio e rispettoso dell'acqua. Tutto questo sempre l'O.N.G. "M.L.F.M" movimento per la lotta contro la fame nel mondo.

Ecco qui  di seguito alcune foto dei lavori che sta facendo ora.


                      
                                                                 

                     

Omar ti aspettiamo con ansia!!! Ciao




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31 dicembre 2008

foto del Rwanda

 con l'adsl adesso riesco a mettere delle foto facilmente

     




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31 dicembre 2008

notizie dal Rwanda

diario dal Rwanda, ultimo mese
(di quest'anno...)
 

I bambini sono sempre tantissimi e dove stocchiamo il materiale loro restano a giocare incuriositi dal nostro lavoro, a volte mi siedo con loro ai bordi delle strade e cominciamo a parlare, loro parlano solo kilirwanda fino che non cominciano ad andare a scuola, io faccio il minestrone tra italiano, an petì de fransè, english, kinirwanda e alla fine il dialetto bergamasco, non capisco come facciano ma mi comprendono. Mariè ha intrecciato un Agaseke, vaso tipico rwandese, a mano da portare in Italia a mia mamma, è un regalo molto gradito da parte mia e la ringrazio molto. È con lei che tutti i giorni vado a prendere le banane, conosce tutti i posti e le case delle persone che possono averle, inoltre contratta sempre molto cercando di non farmi spendere neanche 20 centesimi di franchi rwandesi(0,025 neuri) in più, e se gli dicono che tanto paga il muzungu gli lascia le banane dove sono e mi dice che dobbiamo andare… a volte andiamo con la moto e torniamo con il sacco con all’interno 100 banane enormi e poi facciamo il tragitto dove lavoriamo in quel momento che di solito si sviluppa in circa un paio di kilometri tra scavi e getti per consegnare due banane a testa agli operai che ormai sono quasi 50 e ci aspettano tutte le mattine con ansia, spendo circa 4 neuri al giorno e quelle due banane che portiamo bastano loro per evitare di comprarsi del mangiare fuori casa potendo così portare lo stipendio completo a fine mese, a mezzogiorno la maggior parte si sdraia a fare il pisolino

 

Oggi sono particolarmente stanco, è venerdì 21 novembre, una giornata piuttosto di corsa, Marco deve scendere a Kigali verso mezzogiorno con il pick-up e quindi stamattina abbiamo dovuto trasportare il materiale che serve per tutta la giornata in cantiere, per l’acqua decido di prendere 400litri dal serbatoio che abbiamo a casa visto che raccogliamo l’acqua dalle grondaie e in questo periodo non rischiamo che finisca, quindi senza scendere al laghetto di Bugarura risparmio un’oretta di tempo, non che cambi molto, ma riesco a fare un paio di viaggi in più con graviè e sabbia evitando loro di trasportarle troppo distante in testa. Inoltre stiamo cominciando a fare il basamento che servirà per spostare la parabola per la ricezione internet vicino alla sala computer della scuola dei Padri Barnabiti, i pali delle recinzioni non sono già predisposti e dobbiamo tagliare e piegare gli angolari oltre che fare il cancellino, il ferro che si trova è di scarsa qualità e decidiamo di mettere delle zanche un po’ in tutti i paletti
Questa settimana ha piovuto molto, oltre ai soliti basamenti per i pali con un gruppetto ho gettato il basamento per la parabola che Marco e Stefano dovranno spostare e collegare alla sala. Dai padri è arrivato un altro volontario dall’italia, Carlo, che viene subito festeggiato perché compie 75 anni e la stessa sera si saluta Padre Abernasys che parte da Muhura per una nuova parrocchia ad una cinquantina di kilometri. Quando si festeggia si bevono delle bibite o birra e si mangia carne di capra, essendo sera c’è anche il minestrone e le torte qui non esistono, per l’occasione però le suore hanno preparato delle specie di frittelle simili alle nostre di carnevale

 

Il sabato tutta l’equipe del movimento si trova a Kigali per assistere al matrimonio di Edo, una bellissima festa in stile caratteristico Rwandese, prima di fare incontrare gli sposi i parenti fanno la dote e discutono sulle “condizioni” del matrimonio, la cerimonia si svolge in un atmosfera seria con a volte delle risate, per noi è difficile seguire il discorso perché tutto in Kilirwanda stretto quindi alcuni invitati ci traduco in francese o inglese, oltre agli abiti tradizionali ci sono canti e balli, molto emozionante, peccato che anche qui l’acqua viene a farci visita durante la cerimonia…al termine si celebra la messa in “stile” cattolico con abiti come si usano da noi ed in fine cena al ristorante naturalmente da Dionigi, anche lui italiano sposato con una donna rwandese e che aveva cominciato la propia esperienza anni fà in Rwanda a Muhura.
In giardino abbiamo una grossa pianta di avocado ma quando cadono si rompono e allora decido di fare un bastone con legato secchio e pinza per poterli togliere dalla pianta e farli maturare qualche giorno in casa, un sacco di risate e mi prendono tutti in giro per l’invenzione che però funziona. In cantiere assieme ad un gruppo di operai decido di fare una foto con la bandiera di C’entra la Solidarietà e spiego loro che sono i mie amici che mi hanno dato i soldi con i quali compro le banane e la bandiera è con le firme dei viaggi precedenti, Bolivia e Costa D’avorio, io aggiungo Rwanda e così facciamo la foto. Dopodichè parto ancora con Marì e vado a fare la spesa, le solite 100 banane e distribuzione in cantiere, ho legato molto con lei e sul tracciato in questi giorni passiamo dal suo campo dove coltiva i fagioli, peccato che fare discorsi è sempre molto difficile a causa delle nostre lingue molto diverse, sto scrivendo un dizionarietto italiano-kinyrwanda e ne ho stampate alcune copie che tutti i giorni allunghiamo o correggiamo, non è facile ma di sicuro ci facciamo anche quì delle gran risate
Siamo ormai agli ultimi pali di Muhura, ne abbiamo lasciati due che romperemo con il compressore perché abbiamo trovato della roccia che a mano è impensabile rompere. In casa abbiamo problemi con i pannelli solari e Stefano deve salire nel sottotetto per effettuare delle riparazioni, al termine abbiamo ancora corrente a pieno regime al punto che adesso nelle ore di sole anche il frigo funziona e quindi possiamo bere roba fresca e possiamo conservare degli alimenti per qualche giorno, la notte però il frigo non funziona e quindi nella ghiacciaia la carne non possiamo comunque tenerla, alcuni abitanti del villaggio vengono a volte a portarci dei funghi che Sandrine ci cucina e son molto simili come sapore ai nostri “ciodèi”, io ne vado matto e tutte le volte che ci sono faccio l’ingordo, li mangio trifolati, con l’uovo nella pasta…

 

Per la prima volta da quando abbiamo cominciato i lavori sono stati a farci visita in cantiere i tecnici di Electrogaz, la compagnia che gestisce l’energia in Rwanda, io non capisco un tubo di francese e molto poco di inglese, parlo con loro quasi a gesti e con l’aiuto di Greta, poi li accompagno a vedere un palo gettato il giorno prima e con un badile gli faccio vedere a dare un colpo al getto, il suono che produce simile ad una campana è indice di resistenza, poi mi chiedeno ancora qualcosa in inglese che non capisco ed un operaio mi dice in kinyrwanda amasi nyuma betonage? (in italiano acqua dopo il getto?) allora capisco che mi chiedono se bagno i basamenti dopo gettato, a questo punto sempre in kinyrwanda rispondo loro: hoia, invura iraguye cyane! che in italiano sarebbe: no, piove sempre molto! A quel punto scoppiano a ridere ed il clima di serietà si stempera molto e poi commentano tra di loro, credo abbiano detto che questo muzungu è proprio strano, non parla francese non parla inglese ma parla kinyrwanda! Così li saluto e continuo con gli operai a riempire il pick-up per portare il materiale a Biumba per cominciare il tracciato sulla deviazione della stessa, quelli che ci stanno salgono sul pick-up e gli altri a piedi, per strada un acquazzone ci prende in pieno e così io e Marì che siamo in moto ci ripariamo all’interno della segreteria della scuola gestita dai protestanti dove troviamo una signora che ci offre un panno per asciugarci e ci chiede da quanto stiamo assieme, temo che questa domanda non ci abbia affatto stupiti…
Oggi mentre mi dirigevo verso l’umudugudù (centro abitato) di Bugarura per prendere le banane ho incrociato un gruppo di donne che risalivano la strada in direzione opposta alla mia, a fianco c’era un’equipe del cantiere che procedeva con gli scavi e mi fermo a verificare se anche lì han trovato della roccia, quando le donne sono arrivate vicine si sono fermate per dirmi qualcosa, non capisco ma la solita Marì subito interviene assieme agli operai e gli dicono che sono un’italiano amico di Suor Cristina, Padre Mario Nonna Amelia e faccio parte di MLFM di Enrico, il gruppo di persone che hanno contribuito alle opere di acqua, dispensari, orfenal, centro nutrizionale, scuole e che adesso stiamo facendo la linea elettrica per i villaggi di Muhura e Bugarura, subito con il tamburello cominciano ad intonare una canzone e ballano contente, mi rendo sempre piu conto che qui gli italiani in generale sono molto ben visti e che la popolazione è cosciente degli aiuti loro portati nel corso degli anni. Domenica io e Greta offriremo un pranzo a tutti gli operai del cantiere e al gruppetto che lavora nella casa, assieme verranno anche gli altri volontari del movimento e tutti da Gianni e Yosefine al ristorante Rifugio Italia mangeremo capra e patate per salutarci in vista dei rientri in italia per le festività natalizie. Nel frattempo ieri sera gli operai dopo il lavoro si sono trovati per fare una riunione dove si parla di amafaranga (soldi) e kadò (regali), sono le uniche cose che ho capito perché quando vogliono parlano in kinyruanda stretto per non farmi capire, inoltre Marì questa volta invece di aiutarmi cerca di distrarmi e allora faccio un paio di foto e mi metto in disparte….

 

Sono contentissimo, la mangiata è stata davvero molto molto emozionante, finito la capra con le patate Hsman e Felicyen chiedono a mè e Greta di alzarci che hanno qualcosa per noi, cominciano con il ringraziare per il rapporto che oltre ad essere lavorativo è diventato di grande amicizia e stima nei nostri confronti e ringraziano molto anche Edo che in Rwanda è il rappresentante del movimento, poi ci spiegano il significato del nome Muhura che è posto di incontri e dal portone entrano le prime due persone con la mappa del Rwanda, ci parlano della sua storia e ci dicono che hanno imparato a scrivere con le matite in legno ed entrano altre due persone con le matite caratteristiche con alle estremità dei tamburelli, poi ci parlano dell’artigianato locale e ci portano gli agaseke, vasi tipici rwandesi con all’interno il the di diverse qualità, il significato degli agaseke è amore e fratellanza tra la gente ed i popoli oltre che essere un regalo per le occasioni importanti tra tutte i matrimoni, poi ci parlano degli animali dell’Africa, tra i più rappresentativi c’è la giraffa ed il regalo è uno seggiolino a forma di giraffa con il collo piegato, poi si parla di amafaranga e ci portano dei borsellini da portare a tracollo fatti in cuoio e disegnati a caldo con dei ferri, ovviamente non potevano mancare collana e braccialetto in legno che troviamo all’interno. Anche se faccio finta di niente sono emozionantissimo al punto che non riesco a dire niente se non ringraziare molto tutti quanti per la bellissima sorpresa, anche Greta la vedo molto emozionata e attendiamo un attimo prima che lei prenda parola e faccia delle comunicazioni ufficiali riguardanti il lavoro per poi passare a ringraziare tutti per il gesto tanto inaspettato quanto gradito. Sono sempre stato convinto che se si può cambiare qualcosa lo si deve fare cominciando dal rapporto tra le persone e qui in Rwanda in questi tre mesi tutti mi han voluto dimostrare un affetto sincero e disinteressato, e oggi ne è stata la dimostrazione…è capitato anche che alcuni bambini sul tracciato mi portassero dei fiori appena raccolti, gli operai allora mi dicevano: Koffy, tù le mond I love you…

 

Passata poi l’emozione si cominciano a fare molte foto e appena riesco mi siedo un po’ a fianco di Marì e subito cominciano a fotografarci da più parti come fossimo noi i festeggiati, fanno poi battute sugli agaseke e lei si sente un pochetto a disagio mentre io ci rido sopra forse anche a causa delle birre che ho bevuto e che da tempo non bevevo, o forse perche ormai è evidente a tutti che tra mè e lei come dice Greta c’è del tenero… oggi poi come tutte le ragazze del cantiere è vestita con il classico scialle africano ed è bellissima! Avevo paura che arrivando qui e non parlando la Loro lingua e nemmeno il francese avessi dei problemi a potermi esprimere o ad integrarmi mentre adesso sono certo che il problema è l’opposto, mi sono integrato troppo bene e sarà difficile tornare in italia e pensare un giorno di abbandonare Muhura, specialmente dopo che l’anno prossimo resterò facendo solo un breve rientro in italia verso luglio. Certo anche a casa in italia ho tante persone che mi voglion bene e mi aspettano, ma i ritmi di vita di qui assieme al clima ottimo anche per la mia schiena che in tre mesi ho passato più giorni senza problemi che non a casa negli ultimi quattro anni fanno sì che mi trovi a fare una scelta non facile, il tempo sarà saggio consigliere e dire adesso dopo tre mesi cosa farò da grande mi sembra insensato, certo che se ci mette di mezzo anche Marì…

 

Sono ormai gli ultimi giorni prima del rientro, se non avevo il biglietto prenotato sicuramente avrei rimandato il rientro di almeno un paio di settimane, in questi giorni che il cantiere è chiuso sto passando del tempo con Marì, e pensare che proprio adesso devo tornare mi rattrista molto.
Dopodomani torno, passerò in italia i prossimi 23 giorni per poi tornare a Muhura, continuerò a scrivere questo diario, chissà se tra qualche anno non faremo un libro delle varie esperienze di volontari che come mè vogliano mettere a nudo tutte le propie emozioni senza problemi, magari finanziare un piccolo progetto in qualche paese meno fortunato del nostro…

Muhura, Rwanda 18-12-2008

Moracose cyane

mirirgwe Koffy Omar




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3 dicembre 2008

foto Rwanda

 altre foto del Rwanda


     




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26 novembre 2008

notizie dal Rwanda 4

 secondo mese in Rwanda
lavoro alla linea elettrica nel villaggio di Muhura


Oltre al progetto energy in questi giorni è arivato in Rwanda anche Marco di milano che presta servizio civile a Muhura per seguire un progetto assieme a Stefano che prevede l'installazione di due sale informatiche nella scuola dei Padri Barnabiti, la più grande con 35 computer e la piccola con 15 connessi in rete grazie ad una parabola collegata ad un server italiano. Tutti i computer sono nuovi e vedere il camion pieno di scatole ha attirato l'attenzione di tutti gli alunni che ci hanno aiutato a scaricare. Nella camera continuo ad usare la zanzariera anche se di zanzare non ne vediamo molte e la malaria fortunatamente sembra quasi non esistere anche grazie ai lavori di bonifica che sono stati fatti durante gli anni oltre alle temperature che a volte sono abbastanza basse, serve però per evitare intrusioni durante la notte da parte di ragni o altri insetti poco simpatici. I lavori procedono sempre meglio, se non per quantità sicuramente per qualità, infatti a rotazione tutti gli operai hanno fatto dagli scavi con tracciamento e allineamento dello stesso fino a fare l'impasto del calcestruzzo imparando dosaggio di cemento/sabbia/ghiaia/acqua e seguente getto con cassero in legno o ferro e disarmo. Questa è una parte molto importante di noi cooperanti che dobbiamo non solo portare avanti i progetti ma soprattutto portare loro la nostra conoscenza ed esperienza in modo da permettegli di camminare con le propie gambe senza l'aiuto esterno quanto prima, adesso tutti se hanno da fare dei lavori nella propia casa hanno quantomeno le nozioni base per un corretto utilizzo del cemento. Siamo entrati in pieno nella stagione delle pioggie e tutti i giorni piove almeno per un oretta, l'acqua la si vede arrivare da lontano ed il cielo si copre con nuvole che quasi fanno paura, quando poi piove possiamo tranquillamente entrare nella casa più vicina a noi anche se non troviamo nessuno al suo interno, il concetto di proprietà privata è assai diverso dal nostro, quindi se hai bisogno di ripararti non c'è motivo che tu non possa farlo nella casa più vicina. Poi magari arrivano i proprietari e anche loro si accomodano assieme agli ospiti sulla stuoia o per terra. Capita poi finito l'acquazzone di vedere degli immensi arcobaleni che restano sospesi nel cielo per molto tempoTerminata l'acqua ci sono per terra moltissime termiti che i bambini raccolgono e infilzano con dei rametti come fossero spiedini, non lo fanno per gioco ma dicono che son molto buone e nutrienti anche se ai nostri occhi possono sembrare alquanto sgradevoli. Come avevo accennato ci sono alcuni rallentamenti causati oltre che dal maltempo dal fatto che stiamo trovando della roccia sotto un leggero strato di terra e avendo lo scavatore in riparazione (ha ha haa….) procediamo come solito a mano, per fortuna è un tipo di roccia molto porosa e non durissima, resta comunque un lavoraccio da fare, inoltre con la roccia è difficile tenere le misure del basamento e spesso diventa più largo del dovuto ed il volume del getto di conseguenza aumentaCon i lavori che procedono e gli operai che hanno appreso a pieno il sistema dei casseri in legno decido di farne un altro in modo da poter meglio gestire i getti, con questo sistema possiamo disarmare il giorno successivo senza rischiare di far rimanere il cassero incastrato all'interno del basamento, non avendo tempo in settimana dedico la domenica mattina alla costruzione di questo cassero per i pali di linea e appena finito vado a trovare Gianni all'Hotel Rifugio italia per bermi una bella birretta come aperitivo, ci ritornerò nel pomeriggio con Marco dove troviamo anche Francesco. Mi sembra strano essere seduto a tavola con tanti Muzungu Con i basamenti sono in pieno centro paese e con il pick-up mi trovo a fare stradine molto strette e trafficate di bambini che sbucano da tutte le parti per cercare di salire sul paraurti posteriore oppure per toccare il mezzo in movimento, la cosa mi preoccupa molto per la paura di fare del male a qualche piccoletto ignaro del pericolo. Nel cassone resta sempre uno degli operai per assicurarsi che non si avvicinino troppo ma a volte si nascondono e ci assalgono letteralmente da più parti al punto che abbiamo dovuto richiamare l'attenzione degli adulti e raccomandato loro di dire ai bambini che correvano un grosso pericolo specie quando dopo piovuto le strade diventano molto scivolose e anche con il 4x4 e le marce ridotte se siamo carichi diventa difficile avere stabilità del mezzo. Prese queste precauzioni e dopo avegli ripetuto diverse volte Gukubita (guarda che ti picchio) sembra che le cose vadano molto meglioAnche in questo week-end vado a Biumba da Giuseppe che oggi getta la soletta del dissabbiatore, ovviamente a mano formando ancora una catena per il passaggio dei carrai, lo sbarramento invece è stato completato con l'elevazione dei casseri e  successivo getto e disarmo, ora bisogna completare il contropiede per irrobustirla il più veloce possibile prima che qualche piena possa causare dei danni, anche se siamo fiduciosi della resistenza dell'opera in cemento armato che finita ha veramente delle grosse dimensioni, il bacino creato ha una capienza approssimativa di 800mc d'acqua che serviranno in parte per la centrale idroelettricaContinua a piovere molto e si vedono fiumi di terra in tutto il villaggio, speriamo che a Biumba non ci siano problemi allo sbarramento, finchè non sarà completamente finito non è al massimo della propia resistenza, inoltre i getti non sono ancora completamente maturi avendo solo una decina di giorni. Domani sentirò Giuseppe per vedere come và al di là della collina di Muhura. Nonostante le pioggie abbondanti continuo a rifornire il cantiere andando al laghetto di Bugarura anche se abbiamo acesso ad una fontana del villaggio, non voglio rischiare con i miei 7/800 litri al giorno di sottrarre acqua alla popolazione locale, con il pick-up faccio una decina di Km e con 20 gerican da 20 litri l'una trasporto l'acqua in cantiere senza problemi, inoltre oggi abbiamo visto per la prima volta una barchetta ricavata dal tronco di una pianta con a bordo due passeggeri. Purtroppo le notizie da Biumba non sono affatto buone, il dissabbiatore non avendo ancora le protezioni ha subito dei danni dal lato a valle dove la fondazione è appoggiata su terra di riporto e si è assestata al punto di crepare il muro di sostegno in mattoni, dovrà essere abbattuto e sistemato. Lo sbarramento invece è stato collaudato a pieni voti, pur non essendo finito è stato riempito oltre il dovuto al punto che l'acqua ha tracimato sopra il muro, tranne aver sporcato tutto di terra e fango non ha riportato danni e considerando che deve essere ancora completata con dei fermapiede  e che il calcestruzzo non è a completa maturazione la struttura è molto resistente e questo ci ha fatto tranquillizzare molto. Parlando poi con gli operai che si sono radunati anche loro assieme a mè e Giuseppe pur essendo domenica, capiamo che quella di stanotte è stata una pioggia eccezionale e da anni non capitavano alluvioni del genere, in situazioni normali non si sarebbero depositati nemmeno tutti quei detriti che invece abbiamo trovato al nostro arrivo. Tutto ad un tratto poi da dietro la collina sono arrivati i soliti nuvoloni che non ci han dato nemmeno il tempo di risalire il sentiero che porta alla strada e quindi abbiamo preso una bella lavata fresca….Con l'aumento delle pioggie Felisyen mi dice che vicino a casa sua c'è un corso d'acqua dove potremmo attingere per il cantiere, non conosce bene il tragitto con il pick-up essendo che, anche lui, come la maggior parte degli operai ha come mezzo di spostamento le proprie gambe e passando dai bananeti non conosce l'attuale situazione della pista carrabile. Decidiamo allora di partire con Marie, Solange e Rosette per vedere se vale la pena anzicchè scendere fino al laghetto, purtroppo non si rivela una buona idea a causa delle pioggie le strade ed i ponti di legno sono molto precari, riempiamo le gerican ma decidiamo di non tornare più anche se la strada come diceva è assai più corta rispetto ad andare al laghetto di Bugarura. Manca ormai un mese al mio ritorno in italia, con il movimento sto pensando di tornare il prossimo anno. Anche se di lavoro se ne fà molto siamo costretti ad avere spesso rallentamenti causati dalle piogge, dalla roccia nei basamenti, dal problema a reperire un nuovo autista, Felix era molto bravo ma aveva terminato da poco le scuole a Kigali ed era in attesa di una risposta riguardante la borsa di studio che fortunatamente è riuscito ad avere e così concluderà gli studi con l'università, nel villaggio le persone con la patente sono pochissime e queste hanno già un lavoro, per chi viene da fuori vale lo stesso ed inoltre dovrebbe mangiare e dormire sempre fuori casa non avendo molti mezzi di collegamento con i paesi vicini. . Le giornate proseguono con sbalzi termici che vanno dai 15° la sera fino a toccare i 35° durante le giornate più calde, sempre molto ventilato e anche se non sembrerebbe è abbastanza secco da non darmi alcun problema alla schiena. I casseri in legno tranne qualche nuova inchiodata ogni tanto sembrano ancora in buone condizioni, forse dureranno fino alla fine senza troppi guasti causati dal continuo armo, getto, disarmo, trasporto sole e pioggia In questi giorni stimo lavorando ai basamenti 85/90, quelli gettati sono circa 70, siamo oltre la metà e nelle 4 settimane che restano conto di farne altri 50, credo sia difficile riuscire a terminare tutti i plinti per fine anno, i vari intoppi stanno incidendo sui tempi, penso avremo bisogno di un altro paio di settimane del prossimo anno, il mio ritorno è confermato circa verso metà gennaio fino a luglio che vorrei tornare per la festa di C'entra la Solidarietà al campino, quest'anno la terza edizione, a quel punto, al mio rientro in Rwanda dovremo avere tutto il materiale che serve per completare la linea, si deve lanciare una gara d'appalto internazionale essendo questo lavoro cofinanziato dall'Unione Europea ed i tempi sono lunghi. Assieme dovrebbero venire alcuni Volontari del gruppo Missiomundi, esperti in linee elettriche, per completare il tutto ed essere poi attivata per la fine del 2009, lancerò la proposta anche agli amici di C'entra la Solidarietà, chissà che qualche volontario voglia passare la propria esperienza di vacanze/lavoro dandoci una mano alla linea elettrica… Padre Mario, Barnabita della parrocchia di Muhura, dice che per il 2009 vorrà mettere le luci sull'albero di Natale! Nel frattempo la pioggia ci fa visita puntualmente tutti i pomeriggi… 


           


       


 




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30 ottobre 2008

dal Rwanda


Notizie dal Rwanda 4...
 
Diario Rwanda 2008
 
Non ho nemmeno avuto il tempo di rendermene conto ed eccomi quà in Rwanda il paese delle mille colline. Era mia intenzione partire l'anno prossimo per la Bolivia così come avevo gia fatto alcuni anni fa con il gruppo Gabbiani di Alzano che poi si è ufficializzato diventando Onlus Missiomundi per seguire il lavoro al centro Qalauma che con C'entra la Solidarietà seguiamo da un paio di anni e dove ad agosto cinque associati hanno passato le proprie vacanze/lavoro. Così contatto via mail il direttivo del gruppo ed il Nanni mi dice di aspettare un paio di giorni che poi mi ricontatta perché ha una proposta da farmi…passati due giorni vado a trovarlo a casa e mi dice che c'è una ONG di Lodi con la quale collaboriamo da diversi anni che ha bisogno di qualcuno che segua i lavori di scavi e getti per i basamenti dei tralici di una linea elettrica.
L'ONG è M.L.F.M ( Movimento per la Lotta alla Fame nel Mondo ) e cominciamo così ad entrare un pò più nel dettaglio, la linea è lunga 18Km, i plinti sono più di 130 ed il posto è in Africa esattamente a Muhura in Rwanda e visto che i lavori stanno cominciando la proposta è per subito adesso! Non ho dovuto pensarci molto, la stessa sera ho dato conferma della mia disponibilità avendo però almeno il tempo di avvisare sul lavoro, fare i vari vaccini preparare la valigia e due settimane dopo sbarco all'aeroporto di Kigali capitale del Rwanda. Faccio il viaggio con Enrico e Antonio che in Rwanda vengono in veste di responsabili del Movimento per visionare i lavori svolti dagli espatriati per i vari progetti in corso e per avere degli incontri con rappresentanti dell'UE, MAE, AVSI, COOPI, Electrogaz ed altre sigle che non ricordo.
Atterrato a Kigali trovo subito una bella abitudine: qui i sacchetti di plastica sono banditi e così le spese fatte in aeroporto che abbiamo nelle borsette dobbiamo scartarle e trovagli posto in valigia che anch'essa dobbiamo scartare dall'imballo fatto a malpensa. Ad aspettarci in aeroporto ci sono Giuseppe Edoardo Stefano Helga Greta Federica e con loro andiamo al campo base di Kigali che è la casa dei padri Barnabiti,
una sciacquata alla faccia e si va a mangiare in un posto all'aperto dove fa anche un po' freddo e comincio a conoscere i volontari che sono venuti a prenderci all'aeroporto. I lavori si chiamano Water Facility quelli dell'acqua ed Energy quelli che riguardano la corrente. La mattina seguente è domenica e ci si trova per la messa dalle suore dove ci sono i Boy Scout che prestano giuramento e lì conosco altri volontari anch'essi Italiani ed un Argentino tra i quali conosco Guido di Amici Dei Popoli che ci porta a visitare il lavoro che l'ONG con sede anche a Treviglio sta svolgendo, oltre ad avere scuole officina mensa hanno cominciato a fare del biogas con il proprio bestiame e stanno cercando di bonificare un'area adiacente per renderla coltivabile. Nel tragitto passiamo in una zona della città "ripulita" dalle baraccopoli dove troviamo alcune persone che cercano quel che capita e che può servire per la nuova sistemazione non so dove… Noi ci spostiamo a bordo di Jeep e pick-up del Movimento e della Cooperazione Italiana che ci consentono anche di inerpicarci su per le colline che raggiungono quote anche al di sopra dei 2500mslm. Spostandoci in città troviamo ambasciate e sedi di tantissime nazioni e associazioni quali Unicef, UN, Fao, World Food Program, UNCHR, Croce Rossa Internazionale, passiamo dall'hotel Mille Colline dove è stato ambientato il film Hotel Rwanda che parla del genocidio del '94, si vedono poi alcune facciate di edifici ancora con i colpi di mitra e mortai come il parlamento e in tutte le città o paesi ci sono memoriali per ricordare il triste avvenenimento che ha segnato la storia di questo bellissimo paese. Arriva così anche l'ultimo week-end di ottobre e altra abitudine particolare quanto utile, tutti i sabati di fine mese c'è l'umuganda cioè tutta o quasi la popolazione è attivata in lavori socialmente utili quali la sistemazione di strade, il taglio delle aiuole, la pulizia delle città e via dicendo. Passiamo la prima decina di giorni tra riunioni appuntamenti visite ai cantieri di Edo Giuseppe  Stefano e Greta che è anche il mio, assieme al topografo abbiamo ritracciato parte della linea a causa del fatto che nel frattempo sono nate nuove sedi abitative nel villaggio proprio in corrispondenza dei tralici e questo comporta molto lavoro in più a causa dell'aggiunta di nuovi pali ad angolo che sono quelli più grossi e quindi dispendiosi dovendo noi fare tutto a mano scavo, getto recuperare l'acqua e persino spaccare il graviè (ghiaia) con le mazzette, e, in una seconda fase la posa e trazione dei cavi con molte curve comporta più isolatori e lavoro considerando che la linea è media tensione da 30000 volt. Durante un fine settimana troviamo il tempo per visitare il parco naturale della Kaghera dove restiamo affascinati dalle varie specie animali che si incontrano nel loro habitat naturale oltre che ad un fenomeno strano del sole che crea sopra i nostri occhi un cerchio perfettamente circolare e che nessuno sa dare spiegazione. Ritornati in Italia Enrico e Antonio comincio con Greta ad organizzare per il cantiere Energy che ci è stato affidato, bidoni badili secchi mazzette casseri e tutto quello che può servire nel villaggio di Muhura. Gli operai a disposizione per il momento sono 16 e seguono gli scavi ma in questi giorni che cominciamo con i getti dei plinti scavati dovremo assumerne molte altre. Tutte le persone sono assunte dall'ONG e tutte hanno un contratto con previdenza sociale quindi malattia infortuni ecc… ed il 30% degli operai devono essere donne. Ovunque ci spostiamo ci sono bambini ad osservare i Muzungu (traduzione di uomo bianco e ricco). I primi plinti sono in una zona molto ripida e lontana da strade, quindi, il trasporto di materiali risulta difficile e faticoso. Circa 1 Km molto ripido dove il primo giorno dopo preparato delle piccole terrazze per il deposito abbiamo trasportato 800 litri d'acqua, 3 quintali di cemento, i 3 casseri in ferro per il buco dei pali e circa 2 Mq tra sabbia e ghiaia. Oggi 07-10-08 finalmente con un gruppetto comincio a gettare i primi 3 basamenti, 2 pali di linea con basamento da 90x90x20 e un palo d'angolo da 140x140x20 e al termine abbiamo posato il cassero d'angolo che domani gettiamo. Nel frattempo tutte le altre persone continuano con il trasporto di inerti e cemento per i getti di domani mentre l'acqua dei 4 bidoni dovrebbe bastare. Spero solo che dopo gettato non dovremo fare troppa fatica a togliere i casseri a mano dal plinto, quelli d'angolo sono più di 2Mc e quindi 50Q di spinta sul cassero e toglierlo con mezzi umani non sarà certo facile…speriamo!!!! Mi vengono in mente le magliette fatte dai ragazzi in carcere in Bolivia: Dame el tu apoyo e muoverò el mundo! Nel nostro caso:dateci una leva e disarmeremo i casseri! Purtroppo oggi ho avuto conferma che 50 quintali a mano sono una leva un po' troppo dura…domani ho pensato che oltre alla leva possiamo usare il crick del pick-up e spero di riuscire altrimenti dovremo cambiare sistema, anche se, purtroppo di alternative non ho molte. Questo intoppo purtroppo non ci voleva, sono abbastanza preoccupato anche se fiducioso che il crick possa essere un buon sistema. Comunque il plinto del palo d'angolo è gettato e domani sicuramente facciamo anche due plinti di pali in linea quindi più piccoli e con molta meno resistenza ad estrarli. Prima di sera poi parto per Biumba dove c'è Giuseppe che venerdì farà il Gran Betonage alla diga di sbarramento per la posa di una centralina idroelettrica, lì la preoccupazione è che non piova troppo perché una piena del torrente potrebbe rovinare parte del lavoro fin che non sarà gettato, anche lui è abbastanza preoccupato per questa incognita, stà cominciando il periodo delle piogge e anche oggi ha piovuto per un paio di ore e non poco, di buono c'è che con la pioggia dai canali del tetto possiamo riempire la cisterna che usiamo per bagno, cucina, orto della nostra casa e anche da bere dopo fatta bollire almeno 15 minuti e filtrata con il sistema classico della botte con filtri. Accidenti accidenti!!! Neanche con due crick siamo riusciti a togliere il cassero grande, i due piccoli sono gettati e un cassero l'ho tolto mentre l'altro lo toglieranno mentre io sono in viaggio per Biumba. Stò pensando ad un sistema diverso e penso di fare due casseri in legno divisi a metà per facilitarne il disarmo, questo sistema funziona sicuramente ma è anche molto più lento… Sono da Giuseppe a Biumba ed il Gran Betonage è uno spettacolo, 130 persone in due postazioni diverse impastano poi in due file per ogni postazione che passano il carrai pieno (gli uomini) e riconsegnano quello vuoto (le donne) così per circa 20Mc di Betonage mentre un gruppetto preleva e impasta a bastonate l'argilla per deviare l'acqua nel tubo che servirà come scarico di quella in eccesso alla centralina e riconvogliata nel percorso originale del torrente. Un gruppetto ribalta il carrai nel cassero e lo vibra con il metodo "classico" del bastone. Un ultimo gruppo chiude il cassero che avevamo deciso di lasciare in sospeso, nel caso di pioggia serviva come troppo pieno momentaneo alla diga. In due posti diversi ma sempre adiacenti al cantiere c'è la mensa, oggi fagioli e patate dolci per tutti. Il tutto avviene tra risate e armonia spettacolari, è un'emozione assistere a tale impresa. Ci sono anche dei bambini di 5/6 anni che mentre i genitori sono impegnati al getto loro fanno da baglia ai piccolissimi, uno ha pochi mesi di vita ed il fratellino con un ombrella gli fa ombra. Una giornata di vita comunitaria DOC. Anche questo lavoro molto è pesante perché difficile a raggiungersi e tutto và fatto a mano tranne portare l'acqua…È sabato 11 Ottobre giorno del mio compleanno dopo pranzo con Giuseppe mi dirigo a Kigali e dopo fatto un po' di spese io vado al nostro campo base dai Padri Barnabiti e stasera con Giuseppe, Bonfiss e Kati vado a mangiare delle brouscette dè bouf (spiedini di mucca) e per festeggiare il compleanno spengo delle candele. La domenica con Greta e Felix torno a Muhura con la moto nel cassone del Pick up, lasagne caffè con la grappa portata da casa e poi a letto presto. È mattina e alle sette siamo in partenza per il cantiere dove trovo ancora il cassone all'interno del plinto da giovedì…pace! Venerdì mentre io non c'ero hanno gettato tre basamenti dei plinti e oggi abbiamo fatto tre bicchieri e brevettato un'idea, oltre all'olio abbiamo messo del cellophane all'esterno del cassero e gettato ancora più duro del solito anche se impastando a mano viene difficile, così facendo il cassero è facilmente estraibile e questo mi ha risollevato un po' il morale, così come il fatto che dopo diversi chiarimenti con i Grand Masserur siamo riusciti ad organizzare bene il lavoro in maniera ordinata dividendo le varie responsabilità tra diverse persone e questo rende il lavoro più piacevole, sono quasi in cima al pezzo più duro del tracciato ed i portatori sono molto felici, ad ogni palo ci si avvicina di 100/150 metri e con il peso che hanno da trasportare in testa fa molto piacere!!! Sono davvero dei grandi scalatori soprattutto se penso che molti di loro sono a piedi nudi mentre io porto scarponi in vibram con interno di gore-tex impermeabili e bla bla bla…
Con i pali che avanzano troviamo anche le prime abitazioni classiche nell'interno delle piantagioni di banane, hanno le pareti in fango e legno mentre il tetto è in paglia. Trovo anche dei funghi simili ai porcini ma enormi, purtroppo subito mi dicono in inglese: Not Eat!!! In KiliRwanda: Hoia Nàaso!!! Allora capisco subito che non sono commestibili.
Oggi ho conosciuto Nonna Amelia, Italiana di 90anni che segue un'orfanotrofio dove tutti i bambini parlano un po' di Italiano, da molti anni è in Rwanda e nel periodo cupo del genocidio aveva mandato in Italia molti bambini come rifugiati i quali poi sono dovuti tornare dopo circa tre anni. Sono ormai adulti e da noi lavorano Sandrine che ci prepara il mangiare e fa le pulizie di casa, mentre  Joanni fa il custode magazziniere giardiniere. Con loro si parla spesso della loro esperienza in Italia senza entrare troppo nel discorso genocidio, forse non mi va di fagli rivivere certe esperienze o forse perché non và a mè di viverle… chi lo sa?
Tornando al lavoro… da Nonna Amelia mi sono fatto prestare la motosega per fare i casseri smontabili in legno e domani sono curioso di testarli con il getto ma sono anche certo che funzioni! Come pensavo e ho scritto appena dietro Funziona !!! abbiamo gettato il potò d'angle, per sicurezza anche qua abbiamo aggiunto lo scitting ed un paio di ore dopo gettato abbiamo disarmato senza alcun problema… devo dire che mi son tolto un peso dallo stomaco visto che i lavoratori non erano affatto fiduciosi che funzionasse, quando lo abbiamo tolto ci siam battuti le mani ed eravamo molto felici. Chissà quanti ne ho fatti in Italia di casseri simili a questo ed anche di molto molto più complessi, comunque non so quanti mi avevano dato tale soddisfazione!
Questa mattina ho deciso di impegnare parte dei soldi che mi hanno dato quando sono partito il Gruppo Missionario e C'entra la Solidarietà per comprare tutti giorni delle banane o altro per fare merenda assieme agli operai del cantiere, sono più pagati rispetto ad altri posti e sono anche con la cassa sociale, ciò nonostante il loro stipendio giornaliero è di circa 1 Neuro, in tutto il giorno mangiano poco o niente nonostante svolgano un lavoro pesantissimo. Ieri uno degli operai ci ha chiesto un acconto perché ha la moglie in ospedale che stà per partorire, l'ammontare dell'acconto? 5000 Franchi Rwandesi! 6 Neuri!!! Inutile dire che Greta ha accettato tale richiesta e oggi in cantiere lui mi ha ringraziato molto, se penso a quale sia la cifra in discussione quasi mi vergono… se io ho in tasca 5 Neuro credo che non esco nemmeno di casa… un serio esame di coscienza mi fa incazzare moltissimo pensando a quali siano le ingiustizie verso i paesi del Sud del Mondo!!!
Anche oggi abbiamo gettato un palo d'angolo con il cassero in legno, oltre a questo anche due pali di linea e così siamo arrivati al primo attraversamento della strada. Di questo passo entro Natale che rientro in italia penso di riuscire a completare i basamenti, anche se, sono certo ci saranno altri intoppi e plinti complicati per la difficoltà a raggiungerli. Con i bambini che mi insegueno quando arrivo a bordo della moto ho fatto dei filmini con la digitale mentre li facevo cantare e ballare e ormai cominciano anche loro a chiamarmi Koffy, nome che gli abitanti Ivoriani mi avevano dato nella mia precedente esperienza in Africa. Quei pochi che mi chiamano muzungu in presenza degli operai del cantiere vengono richiamati dagli stessi con tono piuttosto deciso ed in KiliRwanda dicendogli di chiamarmi Koffy oppure Omar ma non muzungu. Questo mi dà grandissima soddisfazione e mi fa capire che hanno grande considerazione del lavoro svolto fino ad oggi e del tipo di approccio che ho avuto con Loro, non solo io, ma tutta l'equipe che da tempo impegna risorse a questo progetto…
 
Continua……

video

 
Visualizzato in passato
[TRADOTTO] bambini Rwandesi
[TRADOTTO] bambini Rwandesi
durante i lavori alla linea elettrica nel villaggio di Muhura ...





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5 ottobre 2008

Notizie dal Rwanda "3"

ciao
oggi è una giornata calma e abbiamo sia corrente che connessione internet funzionanti, le foto che ho inviato sono di questa mattina al cantiere della diga che segue giuseppe un ragazzo di milano con la quale vado molto d'accordo e che ogni tanto vado a trovare per consigliare sulla parte pratica dei lavori, nei prossimi giorni farò alre foto a bassa risoluzione in modo da poterle spedire anche con i scarsi mezzi a disposizione che ci offre il Rwanda, io sto molto bene e tutti igiorni cammino molto sulle colline anche a quote pari a quelle delle nostre orobie.
 
come avrete visto dalla foto dei bambini qui c'è molta poverta e non esiste la Play-Station, la corrente non sempre c'è e alla sera fa buio pesto gia alle 18,00 poi si va un po con le batterie dei pannelli solari che però abbiamo dovuto sostituire causa guasto, l'acqua anche lei non sempre arriva e riuscire a bere dell'acqua fresca è un lusso, quella gassata poi costa più della coca cola o di altre bibite, beviamo molo spesso spremute di ananas buonissime oppure il succo di maracuya che è il frutto della passione, la doccia se non c'è corrente è sempre fredda non che mi dispiaccia però ogni tanto....
 
il mio cantiere ha subito dei forti rallentamenti a causa di alcune "case" che sono state costruide nei villaggi in prossimità dei tralici forse pensando così di avere piu facilmente la rete elettrica in casa, nel tracciato della linea siamo sempre seguiti da centinaia di bambini che io spesso faccio mettere in posizione per fare la foto col teodolite che loro non hanno mai visto e quidi ci scherziamo assieme, loro spesso mi toccano incuriositi le braccia per sentire i peli che loro non hanno o forse per vedere di cosa siamo fatti noi Muzungu.
l'altro giorno durante un temporale siamo entrati in una casa tipica dei villaggi, tetto in paglia pavimento terra battuta e pareti di bambu' e fango con i piccoli in un angolo su di una stuoia che ascoltavano una radiolina che gracchiava.comunque lunedi penso di gettare i primi di 130 plinti a mano, persino la ghiaia va spaccata a mano con la mazzetta e visto che per completare l'opera avro bisogno di piu di 100metri cubi abbiamo pensato di assumere altre 10 persone oltre alle 20 gia assunte in precedenza.Essendo una ONG abbiamo regole molte severe ( giustamente )  il 30% del personale assunto sono donne ed il resto uomini tutti assunti con contratti che prevedono infortuni, malattia assistenza sociale proprio come da noi e queto mi fa molto piacere.
adesso interrompo le comunicazioni perche comincia a suonare l'accumulatore il che vuol dire che sta finendo corrente
 
ciao un abbraccio a tutti e a presto!!!


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24 settembre 2008

notizie dal Rwanda "2"

Rwanda terra delle mille colline

oggi con fatica ma sono riuscito ad aprire il blog, 
qui è bellissimo, in questi giorni ho visitato molto i lavori in svolgimento e siamo accampati in una casa a 2450mt sul mare, giriamo molto con delle jeep dell'AVSI (volontari italiani per lo sviluppo) e quella della COOPI (cooperazione internazionale Italiana) e siamo in 7 volontari della stessa associazione MLFM divisi secondo dei compiti.A giorni mi consegnano anche una moto- simil-cross 100 cmq di cilindrata e raffreddata ad aria per spostarmi lungo il tragitto della linea elettrica con facilitè

 c'è un ristorante Italiano dove ho mangiato un'ottima matriciana e attaccato a casa cè l'ospedale delle suore e la parrocchia gestita da un padre anch'esso bergamasco.

quando tornerò nella casa dove sarò collocato per quasi tutto il tempo provo a spedire delle foto dei bananeti e delle migliaia di bambini che ci chiamano Muzungu (uomo bianco e ricco), nella casa abbiamo anche un cane Toby un incrocio di infostrada bianco e nero ma pieno di pulci.

ho tempo di scrivere perchè la mattina visitiamo i cantieri e il pomeriggio facciamo il punto della situazione e stati di avanzamento che serviranno per l'Unione Europea che finanzia i vari progetti.

il Movimento per la Lotta alla Fame nel Mondo MLFM sta facendo davvero dei grandi lavori di sviluppo per la popolazione Rwandese, i lavori visitati in questi giorni sono per lo più dighe di sbarramento dell'Acqua per la costruzione di centrali idroelettriche e per la distribuzione di Acqua in posti molto difficilmente raggiungibili, nelle visite ai cantieri ci sono sempre bambini con le taniche a fare rifornimento.

i tutti i paesi ci sono memoriali a ricordare il genocidio del '94 e sulle cime di alcune colline ci sono i campi profughi che ormai sono diventati veri e propri villaggi, la povertà fa da padrona.

vi saluto tutti
 un abbraccio Omar       
 




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23 settembre 2008

prima mail di Omar dal Ruanda

Carissimi amici miei....

qui ho camminato gia abbastanza da aver fatto il giro delle orobie in due giorni, nella brush e nei bananeti per tutti i 18 km della linea elettrica e per vedere i lavori alle dighe di sbarramento per altre centrali idroelettriche sempre del Movimento per la  Lotta per la Fame nel Mondo, ci sono molti italiani con diverse associazioni, il clima è bellissimo e caldissimo ma sempre molto ventilato, appena riesco manderò delle foto.

 

Per il momento è tutto

ciao a presto Omar 




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15 settembre 2008

partenza per il RWUANDA


finalmente sabato tocca anche a me (Omar ) partire...
dopo quattro lunghi anni lontano da esperienze nei "paesi in via di sviluppo"
parto per il RWUANDA per eseguire le fondazioni che serviranno ai tralici per la
nuova linea elettrica aerea di media tensione da 30KV
che da BYMANA arriva a MUHURA in località BYUMBA

queste foto sono dei lavori svolti in questi anni dall'ONG

 

che da quasi 20 anni collabora prima con il gruppo dei " Gabbiani "
che poi diventerà ONLUS

anche in questa occasione Missiomundi è partecipe nello studio del
progetto e nella fase di realizzazzione dello stesso con l'invio di volontari sul posto anche per progetti diversi da quello della linea elettrica in questione
 

ecco qualche foto dei lavori già svolti e del tracciato della nuova linea
    

rilievi e tracciamenti per lo studio del progetto nel 2005 

 
volontari del gruppo MISSIMUNDI  durante i avori di manutenzione straordinaria alla centrale
idroelettrica della potenza di 60 KW nella Missione dei Padri Barnabiti.

            

Gruppo turbina Centrale Idroelettrica  e una fonte alimentata grazie all' energia fornita dalla stessa

Muhura 2005 Lavori di manutenzione pompa     Muhura 2005 Lavori di Bonifica al bacino dell' acqua 

Lavori di manutenzione pompa acqua  e lavori di bonifica al bacino di raccolta acqua



la casa dei volontari...bellissima!!!

vi ricordiamo che grazie alla collaborazione con Missiomundi siamo già stati :
BOLIVIA 2003- 2007-2008
COSTA D'AVORIO 2004- 2007
CONGO 2005
EQUADOR 2006




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7 settembre 2008

il genocidio del Ruanda nel 1994

Genocidio del Ruanda nel 1994

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

Il genocidio del Ruanda fu uno dei più sanguinosi episodi della storia del XX secolo. Dal 6 aprile alla metà di luglio del 1994, per circa 100 giorni, vennero massacrate sistematicamente (a colpi di armi da fuoco, machete e bastoni chiodati) una quantità di persone stimata da 800.000 e 1.071.000.

Le vittime furono in massima parte di etnia Tutsi (Watussi); i Tutsi erano una minoranza rispetto agli Hutu, gruppo etnico maggioritario a cui facevano capo i due gruppi paramilitari principalmente responsabili dell'eccidio: Interahamwe e Impuzamugambi. I massacri non risparmiarono una larga parte di Hutu moderati, soprattutto personaggi politici.

 

 RUANDA il genocidio (1/5)                 RUANDA il genocidio (2/5)               RUANDA il genocidio (3/5)
  RUANDA il genocidio (1/5)           RUANDA il genocidio (2/5)        RUANDA il genocidio (3/5)  
  


             RUANDA il genocidio (4/5)                  RUANDA il genocidio (5/5)
 
             RUANDA il genocidio (4/5)           RUANDA il genocidio (5/5)
cenni sul Ruanda 
Il piccolo stato del Rwanda
si trova nel cuore dell'alta regione africana, ad una latitudine da 1°04" a 2°51" Sud e ad una longitudine da 28°53" a 30°53 Est con una superficie di Kmq. 26.338. L'altitudine va dai 1000 metri delle regioni meridionali ai 4500 metri delle vette dei vulcani. Confina con la Repubblica Democratica del Congo (ex Zaire), la Tanzania, l'Uganda e il Burundi.

I movimenti tettonici dell'epoca quaternaria hanno dato a questa regione africana l'aspetto attuale, caratterizzato da una quantità di valli e da innumerevoli colline tanto da essere chiamato "il Paese dalle mille colline".
Il clima, data l’altitudine, è buono nonostante la posizione geografica, con una temperatura media attorno ai 19 C°. Il Paese gode di due stagioni secche e di due stagioni piovose abbastanza equilibrate.I primi abitanti del Rwanda si presume siano stati i Batwa (pigmei) che vivevano di caccia e raccogliendo quello che la terra naturalmente produceva, oggi ridotti all’1% della popolazione. Questa è composta all’85 % dagli Hutu, agricoltori del gruppo africano dei Bantu e dai Tutsi pastori di origine nilotico-etiopica.L’ultimo censimento ufficiale (16-30 agosto 2002) ha censito una popolazione totale di 8.162.715 abitanti di cui 3.894.732 uomini e 4.267.983 donne, con una crescita annuale rispetto al 1991 (censimento precedente) dell’1.2%. La densità di popolazione di 322 abitanti per chilometro quadrato fa svettare il Rwanda tra i paesi africani più popolati e la provincia di Byumba, con 421 abitanti per chilometro quadrato, é una delle più popolose dell’intero paese delle mille colline. Solo il 16.69% della popolazione rwandese vive in una delle 12 città del paese, gli altri popolano le colline, sparsi in villaggi che variano da qualche migliaio di abitanti alcuni a più di 100mila unità. In questo contesto il Distretto di Humure conta 71.485 abitanti (densità di 374), e Rwamiko 91.956 (densità 359). Le lingue ufficiali sono: il Kinyarwanda, il francese e l’inglese. Le Religioni presenti sono: Cattolici romani in maggioranza, Protestanti, Mussulmani e altre religioni o sette minori; le religioni tradizionali sono praticate da gruppi esigui.Come in tutta l'Africa equatoriale, anche qui, nonostante il paesaggio incantevole, domina, con la malaria, tutta la lunga serie delle malattie tropicali e in particolare le malattie polmonari causate dall’escursione termica e dalla povertà delle abitazioni.L'economia rwandese si fonda quasi esclusivamente sulle attività agricole, che occupano il 90% della popolazione attiva. Tra le colture commerciali per l’esportazione, che hanno però scarsa diffusione, le più redditizie sono quelle del caffé e del tè. Le produzioni di sussistenza, per le ridotte superfici, i fenomeni di dilavamento ed erosione dei pendii e la “stanchezza dei terreni”, sfruttati senza possibilità di messa a riposo, non sono sufficienti a coprire il fabbisogno alimentare.L'industria è debolissima e comprende piccoli stabilimenti alimentari, un cementificio e manifatture di tabacco. Lo sfruttamento delle risorse minerarie (del resto non significative) è poco sviluppato a causa della mancanza di investimenti e di infrastrutture adeguate.




 
 




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28 agosto 2008

ecco a voi....Rwanda!!!

Visto l'imminente probabile viaggio di un altro nostro associato per il Ruanda nel mese di settembre (cinque sono tuttora in Bolivia) cominciamo ad introdurre il discorso dolcemente con della musica per poi arrivare nei prossimi post alla terribile storia del "Paese dalle mille Colline"

balli e musica dal Ruanda   
concert 2003 au ccfr à kigali Rwanda 
  drummers of Ruanda    
video
            concert 2003 au ccfr à kigali Rwanda                 Drummers from Rwanda   

il progetto in Ruanda
 
LINEA ELETTRICA - HUMURE

 
responsabile del progetto è:

 

collabora anche:


Il presente progetto prevede di distribuire energia elettrica negli edifici pubblici Comunali, nelle abitazione private e nelle strutture di pubblico servizio quali dispensari, scuole, mercati ecc. 
Quando tutta la zona sarà alimentata dalla corrente elettrica nazionale ci sarà la possibilità di avvantaggiarsi dei molteplici benefici che questa comporta. 

   

Obiettivi specifici: 

realizzare una linea elettrica a media tensione da 30 kv., agganciandosi alla linea principale che dalla centrale idroelettrica di Ruzizi passa a 20 km da Humure diretta verso il capoluogo della Prefettura del Mutara e avviare le prime due importanti attività “industriali” della zona: o un’officina per tostare il caffé, visto che la zona è di buona produzione per qualità e quantità o far diventare Humure il granaio della Prefettura di Byumba. 




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